Santocchio (FdI): “Bene il completamento del Polo scolastico a Scafati, ma no alla mistificazione politica del sindaco”
Nel dibattito che si è riacceso nelle ultime ore sul cantiere del Polo scolastico di Scafati, Fratelli d’Italia interviene per riportare l’attenzione su una ricostruzione dei fatti aderente alla realtà amministrativa, pur riconoscendo il valore strategico dell’opera per la città.
«Siamo profondamente soddisfatti – dichiara Mario Santocchio, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – che un’infrastruttura così importante stia finalmente giungendo a completamento. Il Polo Scolastico rappresenta una risposta concreta alle esigenze di studenti, famiglie e personale scolastico, ed è questo l’aspetto che oggi più conta per Scafati».
Allo stesso tempo, secondo Santocchio, è doveroso distinguere il merito politico-amministrativo delle diverse fasi che hanno portato alla ripresa dei lavori. «Parlare di un’opera “ereditata come un buco” senza ricordare chi quel cratere lo ha trovato e soprattutto chi lo ha rifinanziato e rimesso in moto non rende giustizia alla verità. A individuare la situazione di stallo furono prima la Commissione straordinaria, nominata dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, e successivamente l’amministrazione comunale guidata da Cristoforo Salvati».
«Fu proprio quell’amministrazione – prosegue Santocchio – grazie a un lavoro serio e coordinato con gli uffici, a siglare un nuovo accordo di programma con la Regione Campania, rifinanziare l’intervento, bandire la gara e inaugurare il cantiere. È lo stesso cantiere che oggi viene mostrato come simbolo di un’azione amministrativa che, in realtà, si è innestata su basi già solide. Su tutto questo, ora il sindaco Pasquale Aliberti fa propaganda e mistificazione. Uno scivolone che francamente non ci aspettavamo».
Infine, l’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce lo spirito costruttivo della posizione assunta. «Non ci interessa alimentare polemiche sterili. L’importante è che l’opera venga completata e consegnata alla città. Ma per rispetto istituzionale e onestà intellettuale, la verità va sempre raccontata per intero. Su questo non possiamo tacere».
Nel dibattito che si è riacceso nelle ultime ore sul cantiere del Polo scolastico di Scafati, Fratelli d’Italia interviene per riportare l’attenzione su una ricostruzione dei fatti aderente alla realtà amministrativa, pur riconoscendo il valore strategico dell’opera per la città.
«Siamo profondamente soddisfatti – dichiara Mario Santocchio, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – che un’infrastruttura così importante stia finalmente giungendo a completamento. Il Polo Scolastico rappresenta una risposta concreta alle esigenze di studenti, famiglie e personale scolastico, ed è questo l’aspetto che oggi più conta per Scafati».
Allo stesso tempo, secondo Santocchio, è doveroso distinguere il merito politico-amministrativo delle diverse fasi che hanno portato alla ripresa dei lavori. «Parlare di un’opera “ereditata come un buco” senza ricordare chi quel cratere lo ha trovato e soprattutto chi lo ha rifinanziato e rimesso in moto non rende giustizia alla verità. A individuare la situazione di stallo furono prima la Commissione straordinaria, nominata dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, e successivamente l’amministrazione comunale guidata da Cristoforo Salvati».
«Fu proprio quell’amministrazione – prosegue Santocchio – grazie a un lavoro serio e coordinato con gli uffici, a siglare un nuovo accordo di programma con la Regione Campania, rifinanziare l’intervento, bandire la gara e inaugurare il cantiere. È lo stesso cantiere che oggi viene mostrato come simbolo di un’azione amministrativa che, in realtà, si è innestata su basi già solide. Su tutto questo, ora il sindaco Pasquale Aliberti fa propaganda e mistificazione. Uno scivolone che francamente non ci aspettavamo».
Infine, l’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce lo spirito costruttivo della posizione assunta. «Non ci interessa alimentare polemiche sterili. L’importante è che l’opera venga completata e consegnata alla città. Ma per rispetto istituzionale e onestà intellettuale, la verità va sempre raccontata per intero. Su questo non possiamo tacere».





